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SONIA ALEA PERSONIFICA L’UMILTÀ, LA SEMPLICITÀ, IL CORAGGIO

SONIA ALEA PERSONIFICA L’UMILTÀ, LA SEMPLICITÀ, IL CORAGGIO
Sonia Alea
Link alla fonte: Giorgio Bongiovanni

Riunione skype con Sonia Alea – 25 novembre 2020

ANNA VENTURINI

Di Marco Procopio e Anna Venturini.

E’ questo un tempo nel quale noi uomini di tutto il pianeta ci troviamo costretti in casa ad aspettare. C’è la pandemia e la soluzione migliore che è stata trovata, per ora, è bloccare in casa le persone per evitare che i contagi si propaghino eccessivamente. In questo tempo di attesa non ci si deve perdere d’animo, soprattutto perchè grazie alla tecnologia e ai software di comunicazione di gruppo, ci si può attivare per rimanere uniti nonostante le distanze fisiche. È cosi che una cara sorella dell’arca, la comunità come noi amiamo chiamarla, propone una serie di incontri con delle donne speciali; donne che stanno al fianco di uomini impegnati e noti alla società civile; uomini con la U maiuscola che danno tutto se stessi per cambiare lo stato delle cose, sostenuti e affiancati dalle loro compagne anch’esse operose guerriere. E così fratelli e sorelle dell’arca di Varese, insieme alla cara sorella Licia e ai fratelli dell’arca di Savona, in una serena e lucente notte d’inverno e la luna quasi piena, nutrono il proprio Spirito con le sagge e amorevoli parole di Sonia Alea, sentendosi un tutt’uno nonostante le distanze.


SONIA ALEA PERSONIFICA L’UMILTÀ, LA SEMPLICITÀ, IL CORAGGIO
SONIA ALEA

Sonia è la moglie di Giorgio Bongiovanni, direttore della testata giornalistica Antimafia2000 e colei che ha dato alla luce Sonia Tabita Bongiovanni. L’intervista la coglie di sorpresa ma Sonia è felicissima di condividere con tutti noi la sua esperienza di vita al fianco di Giorgio. Ci accoglie con il suo sorriso incantevole che sempre la accompagna. Non risparmia gentili saluti e amorevoli ringraziamenti a nessuno che la voglia salutare e conoscere. La prima domanda che le viene posta riguarda il baratro verso cui la società umana si sta velocemente dirigendo, riscontrabile anche in quel suo riflesso o dilatazione che sono i social network. “Come si pone lei, Sonia in questo momento particolare?” La risposta di Sonia, semplice e profonda allo stesso tempo, ci porta a riflettere sui modelli di riferimento che devono essere recuperati a partire dalla semplicità. Le cose semplici sono le più efficaci: la famiglia, il rispetto tra i membri della famiglia, la lotta per lasciare ai figli un mondo migliore. Sottolinea che anche se sappiamo che Gesù sta tornando ed il tempo è prossimo, noi dobbiamo fare la nostra parte per essere protagonisti. Dobbiamo dare il nostro contributo per il cambiamento della società.

Proseguendo l’intervista, in un susseguirsi di alternanze, viene posta a Sonia una domanda che entra con più incisività nella sua vita in veste di compagna di Giorgio, contattato dagli Esseri di Luce e portatore del Segno Cristico delle Sacre stigmate. Sonia volentieri ancora una volta condivide con noi segmenti importanti della suo vissuto e della sua realizzazione spirituale. Innanzitutto lei si sente per prima cosa sua allieva e sente di essere al suo servizio per accompagnarlo nella missione spirituale. Vivere al fianco di Giorgio, ci dice, è lasciare la propria vita per ritrovarla nell’Opera, ritrovarla negli altri, ritrovarla nella Missione. Chi più lascia tutto, non solo l’economia e le cose materiali ma anche il suo pensiero, trova la felicità, come fa lo stesso Giorgio con gli Esseri superiori; egli lascia tutto se stesso, anche il suo libero arbitrio, agli Esseri di luce e a Gesù. Facendo così si ottiene un beneficio enorme perchè la disponibilità che tu dai mettendoti a disposizione dell’Opera per una causa giusta, viene riconosciuta e ottieni la tua ricompensa in termini evolutivi. Più questi esseri ti affiancano e più tu ti evolvi. Ti danno ispirazione, quando invece diventiamo egoisti e arroganti siamo affiancati da altri personaggi sicuramente non positivi. Invece nel primo caso, vai a letto serena che hai fatto il massimo che potevi per aiutare l’opera.

Proseguiamo il nostro dialogo con Sonia, e lei sottolinea come in questo momento, costretti in casa, in verità sappiamo che ci stiamo allenando per l’attacco frontale; più persone possibili riusciamo a fare corpo unico intorno a Giorgio, intorno all’Opera, più forte verrà scagliata la freccia contro il male. Noi tutti siamo come un arco che deve essere di sostegno a Giorgio; Giorgio è la freccia che deve scagliarsi contro l’Anticristo, contro l’avversario. Adesso che tutto è fermo, con il covid, che è un segno dei tempi e non abbiamo mai visto l’umanità così in ginocchio, ora è il momento dell’allenamento, perchè tra poco sarà il momento dell’attacco frontale.

È un periodo molto delicato in cui è importante fare corpo unico. Questo momento, ci dice, rende più facile vedere dove era annidato il male. Ora chi si impegna riesce a vedere dove è annidato l’anticristo e dove si nasconde il male. Alla richiesta di come Sonia vede i tempi futuri alla luce del viaggio fatto a Fatima in ottobre, viaggio che ha posto il sigillo sulla nuova fase dell’Opera Cristica guidata dagli Esseri di Luce e dalla Santa Madre celeste, ella ci invita a riflettere su come da ora in poi sia necessario esser sempre più coraggiosi, avere ancora più fede e ancora più forza di volontà e impegno.

Siamo affascinati dall’eleganza genuina e spontanea di questa donna che vive quotidianamente l’Opera donandosi gioiosamente agli altri, noi compresi, onorati di averla ospite questa sera e non ci accontentiamo desiderando sapere se anche lei abbia avuto esperienze con il mondo spirituale, con esseri di altre dimensioni. Sonia, dolcissima, vuole allora renderci partecipi dei suoi ricordi di ragazza quando frequentava la chiesa del suo piccolo paese in Sardegna. Durante le celebrazioni liturgiche del Santo Natale e della Santa Pasqua, lei si ricorda che piangeva mentre cantava nel coro, sentendo dentro di sè un forte legame verso la figura del Signore Gesù e la sua passione. Un altro suo ricordo che ci viene donato, riguarda il periodo del tirocinio come infermiera professionale. In uno dei corridoi della struttura ospedaliera era presente una statua della madonna e un giorno Sonia si gira per guardarla e sente di essersi immobilizzata mentre ascolta la Santa Madre comunicare con lei. Ripercorrendo con lo sguardo della Donna di oggi le proprie esperienze, consapevole del fatto che nulla accade per caso, oggi comprende che vi era un disegno a cui lei ha dato totale disponibilità con Amore.


Marco Procopio
MARCO PROCOPIO

Dopo aver ascoltato le domande e le risposte, Marco Procopio sente provenire dal suo cuore di dover fare una domanda, che poi forse è più una riflessione. “Cara Sonia in tutto quello che ci hai detto, abbiamo capito che il cammino intrapreso deve essere sostenuto, dalla umiltà, dalla semplicità, dalla verità, dall’azione, e proprio riferendomi a questa ultima parola, penso che non abbiamo nominato il coraggio. Atteggiamento questo che ti permette di essere in prima linea”. Sonia, profondamente fa sua questa parola, commuovendosi. La sua commozione è legata alla sua esperienza di donna (moglie e madre) che sta al fianco di Giorgio, si uno Stigmatizzato, ma anche un giornalista e fondatore della rivista online Antimafiaduemila. Questo significa accompagnarlo in tutto quello che sta facendo in un momento in cui le Istituzioni cominciano a riconoscere a Giorgio un ruolo importante legato alle informazioni, per la sua trasparenza, per la capacità di mettere alla conoscenza fatti che il mondo della carta stampata il più delle volte trascura, nel sostenere Magistrati che mettono in gioco tutto nella lotta contro il crimine organizzato. A questa esposizione, ovviamente legata alla sua missione, Sonia risponde che il timore di qualche azione contro Giorgio e la comunità che rappresenta, in qualche modo genera della preoccupazione. Ma Sonia, supera questa situazione sapendo di portare avanti una missione fondamentale per la salvezza del genere Umano e lo spirito di sacrificio supera il timore. Ecco una donna coraggiosa, come tutte quelle Donne che in prima persona impegnano tutte se stesse, anche mettendo in secondo piano le proprie famiglie, se il fine ultimo è quello della Verità della Giustizia e della Pace. Concludendo l’incontro è stato permeato da profonde emozioni, che ci dicono quanto sia importante sostenere questa grande Opera, avendo la gioia di preparare con spirito di sacrificio il suo Ritorno. Grazie Sonia per la Tua disponibilità e per averci rivelato come l’Umiltà, la Semplicità, il Coraggio siano il sale e il lievito per alimentare le forze e sostenere le prossime Missioni. Un ringraziamento all’Arca di Savona capitanata dalla cara sorella Licia de Prà e tutte le sorelle e fratelli dell’Arca Aquila Solare della Fratellanza Cosmica (Varese) che ci hanno accompagnato in questa splendida serata.

Con affetto.

Marco Procopio & Anna Venturini. 
Varese 28 novembre 2020