Un cavallo di Troia
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Vaccini: Un cavallo di Troia? – Una nuova tecnologia basata su nanoparticelle capace di verificare che una persona sia stata vaccinata o meno.

Ricordo molto chiaramente quando circa dieci anni fa, navigando in rete mi ritrovai a guardare una pubblicità che mi destò un’inquietante meraviglia. Mi spiazzò tantissimo, infatti, nonostante gli anni trascorsi, ricordo ancora molto chiaramente dove mi trovavo e cosa stavo facendo in quel preciso istante.

Si tratta di un vecchio spot della IBM che intendeva presentare, oltretutto attraverso una simpatica sceneggiatura, l’avvio di una nuova generazione di prodotti, destinati a cambiare per sempre il nostro modo di vivere.

Da alcuni anni trapelavano notizie, talvolta confermate, talvolta ridicolizzate, di un futuro fatto di automazioni e chip sottocutanei ma, che a tutto questo ci si potesse arrivare in un tempo così breve, non ci avrei mai scommesso.

Si dice che un’immagine valga più di mille parole. Perché non mostrare anche a voi questo famoso spot che ho ripescato in rete a distanza di circa un decennio?

Buona visione!

Vaccini: Un cavallo di Troia? continua…


Meno male che Bill c’è!

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Bill Gates

Un vecchio jingle proliferato nei timpani di tanti poveri italiani a cavallo tra la seconda metà degli anni ‘90 e la prima degli anni 2000, terminava elogiando la “fortuna” per averci portato in dono il politico che sussurrava ai mafiosi.

Ad ogni modo, credo sia doveroso farne uno anche per il magnate Bill Gates, probabilmente anche lui ispirato da chissà quali voci e che lo hanno trasformato nel non plus ultra della filantropia 4.0.

Lo sanno bene i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che hanno, grazie alle notevoli, corpose e costanti donazioni della fondazione Bill & Melinda Gates Foundation, inventato delle nanoparticelle fluorescenti, non visibili ad occhio nudo ma solo attraverso l’utilizzo di dispositivi compatibili come ad esempio uno smartphone e che possono essere iniettate sotto la cute.

Questa nuova tecnologia basata appunto sulle nanoparticelle, potrà essere impiegata per verificare che una persona sia stata vaccinata o meno, scannerizzandola proprio come lo si farebbe con un prodotto da supermercato.

Vaccini: Un cavallo di Troia? continua…


Uomini-cavie da laboratorio?

Questa nuova nanotecnologia da tracciamento purtroppo non viene testata solo ed esclusivamente sui ratti ma è già realtà sperimentale in Kenya, Malawi e Bangladesh. Popoli che purtroppo versano già in condizioni precarie sia dal punto di vista sanitario che alimentare.

Proprio per iniziare a sondare il terreno, la fondazione Gates ha lanciato dei sondaggi di opinione proprio in Kenya, Malawi e Bangladesh per meglio comprendere se la gente fosse disposta ad accettare un tracciamento vaccinale di questo tipo.

Il motivo di questa iniziativa sperimentale sembra essere dovuta al fatto che in Africa le schede di vaccinazione sono spesso incomplete o addirittura inesistenti. Ovviamente i dubbi che dietro questa soluzione ci possano essere altri motivi, sono tanti e scontati.

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Quando si dice: “La fortuna aiuta gli audaci”

Ana Jaklenec - MIT
Ana Jaklenec – MIT

Nel 2019, l’intenzione principale degli ingegneri del MIT come Ana Jaklenec era di iniziare la sperimentazione sugli esseri umani proprio a partire da quest’anno, ovvero il 2021, utilizzando questo tipo di tecnologia come arma di difesa contro il cancro. Ad ogni modo, oggi questa tecnologia da tracciamento è presente nei vaccini sperimentali Pfizer e Moderna.

Quando si dice: “La fortuna aiuta gli audaci”.

Difatti, di audacia devono averne avuta parecchia se proprio tra il 2020 e il 2021 si creano le migliori circostanze per utilizzare proprio questo tipo di tecnologia. 

Pertanto, sono da considerarsi una vera e propria manna dal cielo l’interminabile elenco di errori fatti dai vari soggetti politici di turno, in particolar modo quelli italiani. Errori banali e clamorosi al punto tale da portare la procura di Bergamo a dover indagare per “epidemia colposa”

Una “circostanza” che vede tra gli imputati nonché eretici, tutti coloro i quali segnalavano la necessità di eseguire autopsie (e non solo) per meglio affrontare e contrastare la questione pandemica, senza per questo dover navigare a vista intubando persone malate di covid, portandole a morte certa.

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Cosa sono queste nanoparticelle?

Le nanoparticelle consistono in nanocristalli fatti di rame, detti Quantum Dots o Punti Quantici, protetti in un guscio di solfuro di zinco e alluminio, iniettato con un cerotto a microaghi.

Dopo essere stati iniettati, in due minuti, i microaghi si dissolvono e lasciano piccoli punti sotto pelle e distribuiti a forma di croce oppure di cerchio, i quali, invisibili ad occhio nudo, sarebbero scansionabili attraverso l’uso di uno smartphone.

Un medico, grazie ad un semplice telefono, potrebbe avere informazioni medico-sanitarie in tempo reale e verificare se il paziente è vaccinato o meno.

Questa tecnologia ci viene presentata come necessaria per la tutela della salute ma, alla luce dei numerosi errori sanitari causati soprattutto da strane e discutibili scelte politiche e, alla luce di chi con ambigua filantropia vive da sempre nel nome del profitto, siamo proprio sicuri che non vi siano altre finalità tutt’altro che filantropiche? 


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