Homo Sapiens

Blog | Vaccini: Un cavallo di Troia?

Ricordo molto chiaramente e a dirla tutta, anche con una certa amarezza, quando circa dieci anni fa, anno più anno meno, navigando in rete mi ritrovai davanti ad una pubblicità che fino ad un certo punto, mi destò un’inquietante meraviglia, spiazzante al punto tale da farmi ricordare oggi, nonostante gli anni trascorsi, molto chiaramente dove mi trovavo e cosa stavo facendo in quel preciso istante.

Si tratta di un vecchio spot della IBM che intendeva presentare, oltretutto attraverso una simpatica sceneggiatura, l’avvio di una nuova generazione di prodotti, destinati a cambiare per sempre il nostro modo di vivere.

Già da alcuni anni trapelavano notizie, talvolta rafforzate, talvolta ridicolizzate dalla cinematografia hollywoodiana, che lasciavano immaginare un futuro fatto di automazioni e chip sottocutanei ma, che a tutto questo ci si potesse arrivare in un tempo così relativamente breve, io personalmente, non ci avrei mai scommesso.

Ricordo altrettanto chiaramente che quando si parlava di queste cose con amici e familiari, questi ti guardavano perplessi, spiazzati e con l’espressione tipica di chi, guardandoti con compassione, vorrebbe potersi liberare da quel forte impulso di riderti spudoratamente in faccia.

Eppure eccoci qua. Si dice che un’immagine valga più di mille parole, allora, perchè non mostrare anche a voi questo famoso spot che ho ripescato in rete a distanza di circa un decennio. Guardatelo e poi tornate da me, avrei alcune considerazioni da condividere con voi.

Buona visione!

Fatto? Bene!

Allora possiamo iniziare.

Vaccini: Un cavallo di Troia? continua…


Meno male che Bill c’è!

bill-gates
Bill Gates

Un vecchio jingle proliferato nei timpani di tanti poveri italiani a cavallo tra la seconda metà degli anni ‘90 e la prima degli anni 2000, terminava elogiando la “fortuna” per averci portato in dono il politico che sussurrava ai mafiosi o che si lasciava sussurrare dai mafiosi, questo non è che si sia capito bene. Ad ogni modo, credo sia doveroso farne uno anche per il magnate Bill Gates, probabilmente anche lui ispirato da chissà quali voci e che lo hanno trasformato nel non plus ultra della filantropia 4.0.

Lo sanno bene i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che hanno, grazie alle notevoli, corpose e costanti donazioni della fondazione Bill & Melinda Gates Foundation, inventato delle nanoparticelle fluorescenti, non visibili ad occhio nudo ma solo attraverso l’utilizzo di dispositivi compatibili come ad esempio uno smartphone e che possono essere iniettate sotto pelle.

Questa nuova tecnologia basata appunto sulle nanoparticelle, potrà essere impiegata per verificare che una persona sia stata vaccinata o meno, scannerizzandola proprio come lo si farebbe con un prodotto da supermercato.

Vaccini: Un cavallo di Troia? continua…


Uomini-cavie da laboratorio?

Giusto per non fuoriuscire troppo da cotanta filantropia, nel mentre questa nuova nanotecnologia di tracciamento viene testata esclusivamente sui ratti, già si strizza l’occhio a quella parte di popolazione mondiale come il Kenya, il Malawi e il Bangladesh che purtroppo versa in condizioni al dir poco precarie e molto probabilmente, proprio grazie alle gesta di certi soggetti a forte vocazione filantropica.

Proprio per iniziare a sondare il terreno, la fondazione Gates ha lanciato dei sondaggi di opinione proprio in Kenya, Malawi e Bangladesh per meglio comprendere se la gente fosse disposta ad accettare un tracciamento vaccinale sottocutaneo oppure, continuare con il vecchio e caro libretto vaccinale.

Il motivo di questa iniziativa sperimentale sembra essere dovuta al fatto che in Africa le schede di vaccinazione sono spesso incomplete o addirittura inesistenti.

Vaccini: Un cavallo di Troia? continua…


Quando si dice: “La fortuna aiuta gli audaci”

Ana Jaklenec - MIT
Ana Jaklenec – MIT

Nel 2019, l’intenzione principale degli ingegneri del MIT come Ana Jaklenec era di iniziare la sperimentazione sugli esseri umani proprio a partire da quest’anno, ovvero il 2021, utilizzando appunto una tecnologia di  tracciamento basato su nanoparticelle e utilizzata in passato in studi clinici contro il cancro; sta di fatto che ad oggi, nel 2021 appunto, questa tecnologia è presente nei vaccini Pfizer e Moderna.

Quando si dice: “La fortuna aiuta gli audaci” e di audacia devono averne avuta parecchia se proprio tra il 2020 e il 2021 si creano tutte le circostanze più favorevoli per utilizzare proprio questo tipo di tecnologia. 

Pertanto, sono da considerarsi una vera e propria manna dal cielo tutti gli errori fatti e continuati da certi soggetti politici, in particolar modo in Italia ma non solo e, clamorosi al punto tale da portare la procura di Bergamo a dover indagare per “epidemia colposa”

Una “circostanza” che ha visto in piena chiave medioevale, indicare come eretici tutti quelli che fin dall’inizio suggerivano fortemente la necessità di eseguire delle autopsie (e non solo) per meglio capire come affrontare clinicamente il problema senza per questo dover navigare a vista intubando le persone malate di covid, quando queste andavano trattate con farmaci a base di enoxaparina sodica per meglio trattare la formazione di coaguli nel sangue che a livello polmonare, ovviamente, ne compromettono le capacità respiratoria. 

… quando si dice il caso!

Vaccini: Un cavallo di Troia? continua…


Cosa sono queste nanoparticelle?

Le nanoparticelle consistono in nanocristalli fatti di rame, detti Quantum Dots o Punti Quantici, protetti in un guscio di solfuro di zinco e alluminio, iniettato con un cerotto a microaghi.

Dopo essere stati iniettati, in due minuti, i microaghi si dissolvono e lasciano piccoli punti sotto pelle e distribuiti a forma di croce oppure di cerchio, i quali, invisibili ad occhio nudo, sarebbero scansionabili attraverso l’uso di uno smartphone. Un medico, grazie ad un semplice telefono, potrebbe avere informazioni medico-sanitarie in tempo reale e verificare se il paziente è vaccinato o meno.

Questa tecnologia ci viene presentata come necessaria per la tutela della salute ma, alla luce dei numerosi errori sanitari causati soprattutto da strane scelte politiche e, alla luce di chi con una strana filantropia vive da sempre nel nome del profitto e dell’accaparramento di dati, siamo proprio sicuri che non vi siano altre finalità tutt’altro che filantropiche? 


Contenuti consigliati:

Blog | Nel nome del danaro, dell’ipocrisia e della beata ignoranza