Homo Sapiens

Blog | Napoli, dai balconi alle piazze?

Gli scontri che si sono verificati ieri sera sul tardi nel napoletano e che hanno fatto in poche ore il giro del mondo con le principali testate giornalistiche annesse, hanno scosso l’opinione pubblica sollecitando a non poche domande, soprattutto:

Quali saranno i nuovi provvedimenti della regione Campania e altre regioni più o meno interessate? Quali, invece, quelli dello Stato centrale?

Ad ogni modo chi, con una sorte di presentimento per non dire preveggenza aveva anticipato i ritrovati valori secenteschi da parte dei partenopei, era stato il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris che scatenando non poche polemiche in seguito al suo intervento su RAI TRE durante la trasmissione “Titolo V”, descriveva senza troppi giri di parole l’operato del Governatore della Campania Vincenzo De Luca:

STA MONTANDO LA TENSIONE SOCIALE, L’ABBIAMO DETTO IN TUTTI I MODI.

Luigi de Magistris

E ancora…

“Ero in riunione con il prefetto quando, senza informare nessuno, De Luca ha annunciato la possibilità di un lockdown” , motivando con queste parole il motivo per il quale spesso i sindaci si ritrovino con il cerino in mano e di come durante questa pandemia, sempre i sindaci, non siano mai stati coinvolti correttamente. 


Un elogio all’informazione in-dipendente!

Tornando alle scene di guerriglia che si sono viste questa notte sulle strade di Napoli, c’è sicuramente da precisare che dai diversi video in circolazione sul web, è possibile notare come quella che viene definita da alcune testate “una situazione fuori controllo“, in realtà sia il frutto di un gruppo più o meno nutrito di facinorosi.

Guerriglia a Napoli.

Ben diverso invece, l’intervento da parte di una folla decisamente più nutrita di persone che hanno deciso di manifestare in modo pacifico e senza crear danni, a conferma di ciò sono state le forze dell’ordine che in alcuni momenti hanno accompagnato i manifestanti quasi a volerli scortare e proteggerli ma, questo pare che par la maggior parte delle nostre testate giornalistiche non sia importante o almeno non lo sia quanto i pochi facinorosi che hanno fatto più rumore che disastri.

Giuseppe Cirillo 
24.10.2020