Homo Sapiens

Blog | LA PATENTE – Pirandello ai tempi del Covid: “La rivincita di Chiarchiaro”

Giuseppe Cirillo
24.11.2020 

Chissà se Pirandello quando agli inizi del secolo scorso scrisse “La Patente” si sarebbe mai immaginato che quell’opera, in tutta la sua tragicomica narrazione, seppur con qualche differenza, sarebbe stata più che mai attuale ben 103 anni dopo.

Chissà se oggi, osservando la gente per strada nascosta dietro ad una maschera per proteggersi da un virus, anzi dal virus, lui che di maschere ne ha raccontate, si sarebbe indignato o compiaciuto di un’opera evidentemente profetica.

Certo, come sottolineavo prima è passato un secolo e qualche eccezione è doverosa se non inevitabile.

Conseguentemente accade che per una bizzarra legge del contrappasso questa volta si intenda patentare proprio loro, i “normali” e invece quelli che una patente non ce l’hanno saranno i nuovi iettatori, ovvero, gli untori dei giorni nostri.

La Pandemia dell’ignoranza e la necessità di una Patente

In un momento critico come questo dove tutto è doveroso e quindi tutto è lecito, capita che per mesi si chiudano le persone in casa, i bambini non vanno più a scuola e ai giovani viene impedito di seguire i corsi direttamente all’università perché tanto ci pensa la DAD, la famosa didattica a distanza scesa in campo per difendere e assicurare un futuro a questo Paese.

Ma è davvero così? Questo Paese ha un futuro? Il mondo ne ha uno?

E ancora…

Sulla base di cosa e con quale legittimità è possibile imporre tutto questo alle persone?

Pare che alla base di tutto ci sia il pericolo, nella ormai certa possibilità che se vai a scuola, se vai a lavoro (ovviamente dipende da che lavoro fai), se prendi i mezzi pubblici, se vai al ristorante e pretendi di fare una vita normale sei in costante pericolo ma, soprattutto, rappresenti un pericolo.

Allora, ad assicurare un futuro sereno e privo di pericoli dove finalmente sarà possibile tornare alla vita di prima ed uscire da questa prigionia forzata ci sarà lui: “il patentino“.

Un obbligo camuffato da libera scelta

Ad annunciare la Pirandelliana novità è stato il commissario all’emergenza Domenico Arcuri, comunicando che chi si vaccinerà contro il Covid riceverà una sorte di patente, un certificato di vaccinazione che molto probabilmente aprirà le porte alla normalità solo ed esclusivamente alle persone che ne faranno parte.

In pratica un obbligo camuffato da libera scelta che intende molto probabilmente mettere in pratica un vecchio proverbio che recita: “Fatta la legge, trovato l’inganno!”

Vediamo insieme l’articolo 32 della Costituzione Italiana:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Costituzione Italiana

Certamente avrete notato l’ultima parte, quella in cui si legge:

“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

Andrebbe chiarito con onesta responsabilità e assoluta trasparenza il motivo che alberga dietro questa apparente contraddizione e che vede da un lato la legge come forma di obbligatorietà in un determinato trattamento sanitario e dall’altro, quelli che sono i limiti inviolabili imposti dal rispetto della persona.

Ma di questo parleremo nel prossimo articolo intitolato:

“NEL NOME DEL DANARO, DELL’IPOCRISIA E DELLA BEATA IGNORANZA”

Giuseppe Cirillo 
24.11.2020