Dall’influenza all’indifferenza, i Virus di una generazione malata
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In questi tempi di crisi sanitaria, dove l’esigenza di rimanere sempre aggiornati attraverso ricerche ossessive/compulsive di nuove informazioni per meglio proteggersi da una pandemia, che essendo super partes, miete vittime in modo indiscriminato e senza distinzione alcuna di razze e ceti sociali, parlare di virus credo sia non dico obbligatorio ma quantomeno doveroso. 

Nel dovuto rispetto che bisogna osservare ogni qualvolta si intende parlare di Coronavirus, oggi vorrei porre alla vostra attenzione un altro tipo di virus, talvolta molto più pericoloso perché in grado di diffondersi nel pericolo di un asintomatico silenzio; mi riferisco al virus dell’indifferenza.

L’indifferenza è la vera piaga di questa umanità e come ogni virus che si rispetti, trattandosi di un parassita, non solo ha una provenienza esterna ma si annida nella parte più recondita dell’essere umano ed è lì che si nutre e cresce. 

Scaltro e riservato rimane immobile, quasi a voler convincere che lui in realtà nemmeno esiste. E’ accorto, prudente e lungimirante; generalmente non avanza ma se decide di farlo, tende a strisciare onde evitare di dover inciampare.

Con le dovute attenzioni potrete riconoscerlo praticamente ovunque o quasi, quando andate in banca, a fare la spesa, a scuola oppure in Chiesa, è dappertutto e addirittura, nonostante la sua natura estremamente riservata, sovente si pubblicizza anche in televisione. 

Vi consiglio di esercitarvi a riconoscerlo perchè credetemi, a lungo andare potrà rivelarsi una pratica decisamente stimolante e forse, per questo motivo intendo offrirvi un paio di indizi, aiutini che vi torneranno utili ogni qualvolta si riterrà necessario. 

Primo:

Questo parassita, l’indifferenza appunto, ha un limite enorme; nonostante sia capace di fare danni, talvolta ingenti, non può creare nulla se non limitarsi alla mera manipolazione riservata e finalizzata a stravolgere tutto ciò che sfiora; al pari di un pittore questa è la sua firma.

Secondo:

Forse un po’ per invidia, mal sopporta l’intelligenza e la conoscenza, di fatto se ci pensate, per poter creare qualcosa occorre capacità di comprensione e di ragionamento, per questo motivo preferisce quelli che non sanno pensare, anzi, come ironicamente direbbe un noto cantautore italiano: “quelli che ben pensano”.

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L’indifferenza, un’arma carica nelle mani del popolo

L’indifferenza, un’arma carica nelle mani del popolo

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Articolo 11 della Costituzione Italiana

Negli ultimi anni ed in particolar modo negli ultimi cinque, l’Export Militare Italiano è cresciuto a dismisura; d’altronde si sa, il made in italy è largamente apprezzato ovunque e forse sarà per questo motivo che buona parte dei 100 miliardi, frutto di vendite in armamenti, sono di origine esterna sia alla NATO che all’Unione Europea.

Quello di cui sopra è il quadro mesto e funesto che emerge dai dati diffusi da “Rete Italiana per il Disarmo” e “Rete della Pace”; uno scenario che restituisce una legge, quella che regola l’export militare dall’Italia, ovvero la 185/90, troppe volte modificata e resa volutamente sterile dinanzi alle esigenze che a suo tempo la concepirono.  

Tanto per scavare sul fondo di un barile ormai tristemente consumato, sempre secondo le dichiarazioni di “Rete Italiana per il Disarmo” e “Rete della Pace” negli ultimi anni, come evidenziato dal grafico sottostante, oltre a dover assistere ad una netta impennata delle vendite in armamenti ed in particolar modo dal 2006 in avanti, cresce contestualmente anche un insopportabile mancanza di trasparenza. 

Esportazioni armamenti 1990 - 2019
Immagine a cura di DISARMO.ORG
Autorizzazioni esportazioni armamenti 2015 - 2019
Immagine a cura di DISARMO.ORG

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Vorremmo tornare alla normalità?

Una peculiarità fondamentale, quella della trasparenza, che in termini di politica estera potrebbe e dovrebbe essere il “must have” di un paese atto a qualificarsi tra quelli che, ammesso che esistano, intendono dichiararsi civili, democratici e a favore della vita. 

Intanto noi italiani, provati e stremati da questa pandemia e accompagnati da bramosa ignoranza, siamo in attesa di poter ritrovare quella che definiamo una normalità perduta. 

Ma siamo proprio sicuri di aver vissuto nella normalità?

Come e a quale titolo può definirsi normale una vita vissuta nell’indifferenza e nell’ignoranza di un popolo che nel tacere si rende complice di chi esporta la morte al pari di un carico di frutta o di elettrodomestici.

In che misura è da considerarsi normale la vita di chi resta inerme sapendo o non volendo sapere che bombe targate ITA, partono dal proprio paese per poi essere sganciate su case ed ospedali dove probabilmente, al suo interno, vi sono bambini e magari coetanei dei propri figli. 

Si tratta forse di figli da serie B? 

Quasi come se i problemi cambiassero peso sulla base di chi colpiscono; “se riguardano me hanno un peso, se colpiscono un altro, pazienza è la vita che è ingiusta”, dimenticando che l’unica cosa ad essere ingiusta a questo mondo è l’essere umano.

Ecco, questo è il virus dell’indifferenza!

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Ufo e armi nucleari

Nell’articolo precedente Ufo e Pentagono: quando l’inganno è peggiore del tradimento”, attraverso un esempio apparentemente banale, si intendeva mettere in discussione i numerosi preconcetti che la maggior parte delle persone subiscono a causa dei media e dell’effetto che hanno in termini di ignoranza e quindi di manipolazione.

In questo articolo, invece, considerando soprattutto alcune domande precedentemente scaturite via social, vorrei poter continuare insieme a voi nel discorso ufologico e farlo attraverso uno dei principali motivi che spingono quelli che noi chiamiamo extraterrestri a farci visita; mi riferisco all’utilizzo delle armi nucleari.

Ovviamente, per meglio tutelare una massima e doverosa aderenza alla realtà messianica che questi esseri straordinari e degni delle più alte forme di riconoscenza ci portano in dono, inizierò con il trattare questo argomento proponendo di seguito un piccolo estratto di un bellissimo articolo pubblicato sul sito THEBONGIOVANNIFAMILY, estratto in cui viene riportato uno dei tantissimi messaggi arrivati fino a noi anche grazie al contributo inestimabile di un grande uomo ed emissario di verità, di vita e quindi d’amore per il prossimo, ovvero, Giorgio Bongiovanni.

QUESTO HANNO DETTO GLI EXTRATERRESTRI – Riassunto: 

Noi abbiamo più volte visitato il vostro sistema solare e, in particolar modo, il vostro pianeta. In tempi remoti ci chiamavano Angeli o Dei venuti dalle Stelle o Figli del Sole. 

È bene si sappia, una buona volta e per sempre, che la nostra presenza riveste motivi ben precisi che, in strettissima sintesi, cercherò ancora una volta di specificare: La vostra scienza nucleare mette in serio pericolo non solo la vostra sopravvivenza e quella del pianeta in cui abitate, ma minaccia seriamente la già precaria stabilità del sistema solare a cui appartiene la terra, con il pericolo di provocare un enorme “buco nero”.

Ufo sopra Centrale Nucleare
Una flotta di UFO sorvola la centrale nucleare di Fukushima dopo il terremoto

Vi ricordiamo quanto questo genio cosmico disse prima di ritornare nella sua vera patria: “NON VI LASCERÒ ORFANI, TORNERÒ IN MEZZO A VOI”. Vi assicuriamo che Egli è già dietro le porte di questo tempo e di questa generazione portante “il segno di Giona” (disubbidienza). E badate bene, perché non ritornerà per essere giudicato, ma per giudicare; non verrà per offrire, ma per imporre la volontà del Padre Suo, nostro e vostro. I tempi si sono già accorciati e i segni, a suo tempo profetizzati, palesi a tutti. ora sapete il perchè siamo tornati. Potete facilmente capire chi siamo, da dove veniamo e il discorso che portiamo.

[…]

<< E leggiamo come gli Esseri di Luce che ci visitano considerano l’Anticristo, per poter capire, comprendere e, se lo vogliamo, combattere contro di lui poiché egli è colui che si manifesta attraverso gli uomini egoisti, ambiziosi e affamati di ricchezza e potere>>

L’ANTICRISTO:

è una forza egemone e compatta che governa il mondo in gran parte attraverso l’economia e le forze militari. gli uomini politici, ministri e presidenti, le nazioni unite e quant’altro nulla possono per fare opposizione a questa egemonia.

Il papa, tutte le chiese cristiane o di altre fedi religiose sono impotenti e spesso complici di questo potere anticristico. Le organizzazioni criminali sono parte dell’anticristo, l’anticristo è composto da una piovra o una idra da vari tentacoli e da varie teste pensanti. L’anticristo si può combattere con la divulgazione della verità, con la fede e la forza di lottare per gli ideali della giustizia, della pace e dell’amore che sono la causa dell’umanità.

LE ARMI DELL’ANTICRISTO:

Le armi di cui dispone l’Anticristo sono: l’energia nucleare, le droghe, le armi di distruzione di massa, il traffico di esseri umani, i bambini che vengono destinati alla prostituzione, alla estrazione e al traffico di organi umani mentre sono ancora in vita, per destinarli alla vendita, e tutto ciò costituisce l’anima mortale che possiede l’Anticristo per governare il mondo.

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Armi Nucleari e il terzo segreto di Fatima

L'esperienza straordinaria di Giorgio Bongiovanni

Leggendo un fantastico libro scritto da Paola Giovetti: “L’esperienza straordinaria di Giorgio Bongiovanni”, mi sono immerso fin da subito in un’esperienza unica nel suo genere, soprattutto se si considera l’inspiegabile e assordante silenzio mediatico che in tutti questi anni, in Italia, ha accompagnato la presenza di uno stigmatizzato come Giorgio Bongiovanni, evidentemente troppo ingombrante per un sistema presieduto anche da una Chiesa che a volte predica bene ma spesso razzola male.  

Il racconto presentato con attenta onestà da Paola Giovetti, descrive una realtà, quella di Giorgio Bongiovanni, fatta non solo di stigmate ed esseri di luce, già solo questo basterebbe a sobbalzare sulla sedia ma, fatto anche di scomode verità per un sistema anticristico e ben collaudato in Italia come nel resto del mondo.

Infatti, da quel fatidico 2 settembre del 1989, data in cui Giorgio B. riceverà le stigmate, tutto è cambiato e non solo per Giorgio Bongiovanni ma credo anche per il resto dell’umanità che troppe volte, forse per assuefazione ad un sistema sociale basato sull’egoismo, sulla delega e quindi sull’ipocrisia, ha deciso di girarsi dall’altro lato pur di non affrontare le proprie responsabilità.  

Un racconto certosino quello di Paola Giovetti, che affronterà con cura tutti gli aspetti salienti di questa straordinaria vicenda. Dai numerosi controlli medici che non troveranno mai delle spiegazioni in linea con le attuali verità empiriche, alle numerose risposte utili a comprendere il legame, apparentemente incomprensibile, tra stigmate, dischi volanti e messaggi Mariani.

L’intervista

Un capitolo molto interessante rimane sicuramente quello dedicato alle domande che Paola Giovetti rivolge direttamente a Giorgio Bongiovanni; di seguito ne propongo un paio: 

  • Paola G. “Qual’è il loro messaggio, quello che è stato affidato ai contattati, quindi anche a te?”
  • Giorgio B. “Il messaggio è semplice: tornare alla spiritualità, abolire gli esperimenti nucleari, rinunciare alle divisioni religiose in senso istituzionale, seguire gli insegnamenti dei nostri maestri, il più grande dei quali è Gesù. […] A Fatima la Madonna previde avvenimenti futuri disastrosi, un grande castigo se non ci convertiremo, cioè se non cambieremo mentalità; ricordò alla Chiesa la sua missione primaria di evangelizzazione, parlò del pericolo atomico pur non usando quel termine che a quel tempo non sarebbe stato capito: si espresse infatti in termini di fuoco e fumo che cadranno dal cielo e delle acque che diventeranno vapore, di milioni di persone che periranno rapidamente, dei vivi che invidieranno i morti. Gli esseri di luce ripetono questi stessi avvenimenti con un altro linguaggio, attraverso alcune persone che vengono da loro contattate.”
  • Paola G. “Perché non intervengono direttamente presso di noi?”
  • Giorgio B. “Perché non ritengono di avere il diritto di intervenire nell’evoluzione della nostra società. Potrebbero farlo solamente se ciò fosse permesso da un’Entità superiore. La mia missione e quella di altri contattati prevede la rivelazione della verità extraterrestre: prima non saremmo stati in grado di comprenderla, oggi che viaggiamo nello spazio si. Negare la presenza di vita intelligente su altri pianeti diversi dalla Terra è un atto di superbia, è un voler limitare Dio nella sua potenza.”

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Il tempo è galantuomo

Il tempo è galantuomo

Non vi nascondo che nel corso della mia vita, in diverse occasioni mi sono soffermato sul perché esiste il tempo e non avendo la fortuna di avere tra i miei contatti anche quello di S. Agostino, innumerevoli volte mi sono cimentato con delle analisi puramente personali per non dire “simpatiche”.

Una di queste personalissime considerazioni vertono sul perché o su cosa si basa la durata del tempo.

Pensateci bene! 

Il tempo è in grado di dilatarsi o di contrarsi sulla base di quello che in un preciso momento stiamo vivendo.

Mi spiego meglio! 

Se mi trovo a mangiare un buon gelato in compagnia di persone amabili, il tempo sembrerà come volare. 

Se invece, passo il tempo a gustare quel gelato in compagnia di persone che per un motivo o per un altro le ritengo negative, pesanti e petulanti, i minuti sembreranno interminabili ore, destinate a rappresentare una parentesi non proprio facile di una giornata dove, con non poca sofferenza, avrò esercitato me stesso nella utile arte della sopportazione. 

Da qui sono giunto alla personale considerazione che il tempo, in realtà, è molto più di ciò che sembra, arrivando addirittura a considerarlo come una straordinaria opportunità, utile per comprendere l’importanza di quel dato momento oltre che ai relativi insegnamenti che porta con se.

Insomma, un grande alleato per imparare sperimentando e fondamentale per un’umanità che ha ancora tanto da dover apprendere.

Forse è per questo che un anno sul piano materiale e quindi dell’uomo, equivale ad un istante sul piano spirituale e quindi di Dio; un regalo, un amorevole, paziente e lungimirante possibilità che proprio come a scuola, ti aiuta se resti indietro.

Finita questa personale parentesi marzulliana del tipo: “si faccia una domanda e si dia una risposta” e nella speranza che non vi siate strappati le vesti di dosso, vorrei poter continuare insieme a voi in una disamina temporale capace, o almeno spero, di spiegare fino a che punto può arrivare la nostra ostinazione.

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 Israele parte terza: l’indifferenza che dura da più di 2000 anni

Come osservato precedentemente, il tempo è galantuomo ma attenzione è anche ciclico, in quanto tale ha un inizio ed una fine, inoltre, credo di poter asserire con relativa tranquillità che a dividere la fine di un ciclo dall’inizio di un altro vi è sempre un esame pronto a fare da spartiacque.

Senza tirarla troppo per le lunghe, vorrei iniziare da Mosè e da quel brutto vizio che abbiamo di reiterare nel tempo in un’ostinata tendenza all’errore; una passione smisurata che da millenni ci accompagna con ignorante indifferenza verso la scelta sbagliata, fallendo miseramente davanti ai nostri esami ed ignorando totalmente le varie finestre di opportunità che Dio padre ci offre.  

Il vitello d’oro

Tutti sappiamo di Mosè e di quando si recò sul monte Sinai per parlare con Dio e ricevere i 10 comandamenti, del fatto che durante la sua assenza, gli israeliti, credendo che Mosè non tornasse più, chiesero ad Aronne, primo sacerdote del popolo ebraico, di fabbricare per loro un dio (il vitello  d’oro) da poter adorare. Non tutti invece sanno che questo gesto non solo causò la collera di Dio ma anche la violazione del primo patto sancito con il Padre.

Cristo come prova dell’esistenza di Dio

Quando al popolo di Israele fu concesso di conoscere e contemplare l’esistenza di Dio attraverso le opere, le parole ed i miracoli di Gesù Cristo; il Messia che mai si sottrae dal puntare il dito contro i potenti e sempre a favore degli ultimi, degli ammalati, dei poveri e dei diseredati, viene offerto loro anche la possibilità di osservare un secondo patto e quindi una seconda possibilità.

Da qui, il popolo d’Israele , non contento di aver violato il primo patto, decide, nonostante i numerosi miracoli avvenuti ad opera di Gesù, di ignorare la sua provenienza e rimanere indifferenti davanti al Cristo che cadeva sotto i colpi devastanti delle frustate romane, violente al punto tale da strappare via la pelle dal suo corpo, violando di fatto anche il secondo patto.

Una croce per l’uomo nel terzo ed ultimo patto

Come in molti potrebbero pensare, il secondo patto non verrà violato da Giuda e dal suo tradimento che peraltro era scritto ma, dal grido di una parte di quel popolo che chiedeva la crocifissione di Gesù Cristo a favore della grazia per il ladrone Barabba.

Gesù sarebbe dovuto morire sotto i numerosi e violenti colpi delle frustate romane, tuttavia, rimane in vita per parlare a Pilato e comunicargli che la crocifissione era un sacrificio voluto e accolto per offrire al popolo d’Israele un’altra possibilità di salvezza, un terzo patto reso necessario dall’indifferenza scaturita da una parte di quel popolo. 

Oggi, a distanza di poco più di 2000 anni, quel terzo patto giunge finalmente al suo epilogo con il ritorno di Cristo, un ritorno che vedrà il Messia scendere dal cielo con gran potenza e gloria ma, soprattutto, per giudicare e non per essere giudicato come 2000 anni fa.

Lo sanno bene anche una parte di quel popolo, ovvero i discepoli e i seguaci di Cristo che riconoscendolo non gridarono insieme agli indifferenti “crocifiggi” e che oggi, reincarnati, attendono la sua venuta con gran potenza e gloria.

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La seconda venuta di Cristo

“…E vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria”

(Matteo 24-30).
Il ritorno di Cristo
Foto scattata in Florida nel 2005

Che vogliate restare indifferenti o meno, il tempo della seconda venuta di Cristo è ormai giunto e sarà anche il tempo del giudizio per ognuno di noi. Un giudizio inevitabile come epilogo di questo terzo ed ultimo patto sancito poco più di 2000 anni fa.

Nella speranza che abbiate letto quanto scritto finora e che abbiate compreso quanto l’indifferenza possa essere nociva oltre che pericolosa; nel chiudere questo articolo vi propongo uno dei tanti messaggi arrivati fino a noi da parte degli Angeli di ieri, Extraterrestri di oggi. 

Messaggi sulla quale possiamo riflettere anche grazie al contributo di Giorgio Bongiovanni che ha scelto di dedicare la sua vita in tutto e per tutto al messaggio profetico di Cristo e quindi del Padre Adonay e ad un’umanità capace di restare indifferente anche davanti ai miracoli.

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Dall’influenza all’indifferenza, i Virus di una generazione malata
SETUN SHENAR E I FRATELLI DELLA LUCE COMUNICANO:

SPESSO CHIEDETE AL NOSTRO AMICO MESSAGGERO, LO SCRIVENTE: QUALE SARÀ IL SEGNO CHE GESÙ CRISTO DARÀ QUANDO SI MANIFESTERÀ CON POTENZA E GLORIA SULLA TERRA? COME DIMOSTRERÀ DI ESSERE VERAMENTE LUI E NON UN EFFETTO SPECIALE CINEMATOGRAFICO DI HOLLYWOOD MESSO IN SCENA DALLA VOSTRA TECNOLOGIA TERRESTRE IN POSSESSO DELLE VOSTRE SUPER POTENZE DELLA TERRA FAUTRICI DELLA CONGIURA DEL SILENZIO?

LA RISPOSTA PER NOI È MOLTO SEMPLICE: IL GIORNO IN CUI IL FIGLIO DELL’UOMO, IL MESSIA GESÙ CRISTO, SCENDERÀ DAL CIELO ACCOMPAGNATO DA NOI ANGELI E ARCANGELI SOLARI CON I NOSTRI LUMINOSI MEZZI, TUTTE LE PERSONE DECEDUTE (UOMINI, DONNE E BAMBINI) NELLE ULTIME 72 ORE CHE PRECEDONO LA SUA MANIFESTAZIONE AL MONDO RESUSCITERANNO, E TUTTE LE PERSONE AFFLITTE DA QUALSIASI TIPO DI INFERMITÀ GUARIRANNO ALL’ISTANTE.

I VOSTRI SCIENZIATI, I DURI DI COLLO, GLI SCETTICI E TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA, DI FRONTE A TALE POTENTE MIRACOLO, NON POTRANNO FAR ALTRO CHE BATTERE IL LORO PUGNO NEL PETTO E GRIDARE AD ALTA VOCE: MEA CULPA, MEA MAXIMA CULPA.

SARÀ SUFFICIENTE QUESTA PROVA PER DIMOSTRARE CHE È VERAMENTE LUI? IL MESSIA GESÙ CRISTO, FIGLIO DI DIO?

A VOI LA RISPOSTA.

PACE!

SETUN SHENAR E I FRATELLI SALUTANO

Sant’Elpidio a Mare (Italia) – 16 marzo 2018. Ore 15:30

Giorgio Bongiovanni

Giuseppe Cirillo 
3 marzo 2021

Il Virus di una generazione malata.

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